Il Datterino con la Valigia – USA – Lemon Poppy Seed Cake

Poco utilizzati nella cucina tradizionale italiana, i semi di papavero sono dei veri concentrati di benessere. Ricchissimi di vitamine del gruppo B, vitamina E, acido folico, calcio, fosforo, zinco e manganese. Hanno anche un buon contenuto calorico (circa 530 Kcal per 100g), fornito prevalentemente da lipidi con alto contenuto di acidi grassi essenziali.

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Questa torta ha la caratteristica di essere delicata e fragrante, con un fresco profumo e sapore di limone; il succo di limone e i semi di papavero la rendono soffice e ideale per una merenda estiva o una colazione piena di energia. E’ anche molto semplice da preparare ed รจ proprio difficile trovare qualcuno a cui non piaccia!

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Ingredienti (per 8 persone)
300 g di farina 00
50 g di semi di papavero
170 g di yogurt greco
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero grezzo di canna
200 g di burro
3 uova
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di 2 limoni
il succo di 1 limone
1 cucchiaino di aroma limone
16 g di lievito per dolci
per la glassa
250 g di zucchero a velo
il succo di un limone
30 g di burro

Procedimento

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Con uno sbattitore elettrico o una planetaria, montate il burro a pezzetti con lo zucchero bianco e di canna. Aggiungete le uova, una alla volta, continuando a sbattere. Incorporate quindi lo yogurt, succo e scorza di limone, l’aroma limone, la vanillina e i semi di papavero.

Setacciate la farina e il lievito e aggiungeteli al composto poco alla volta. Mescolate fino ad ottenere un impasto fluido e omogeneo.

Trasferitelo quindi in uno stampo da savarin precedentmente imburrato e infornate in forno caldo ventilato; cuocete a 170ยฐ per 50 minuti.

Una volta cotta, estraete la torta dallo stampo e rovesciatela su una gratella. Lasciate raffreddare.

Quando la torta รจ fredda, preparate la glassa. Sbattete insieme il burro, sciolto, lo zucchero a velo e il succo di limone, fino ad ottenere una glassa fluida e lucida.

Fate colare la glassa sulla torta, recuperando l’eccesso e ripetete il procedimento fino a quando la torta sarร  completamente glassata. Trasferite nel piatto da portata e fate solidificare la glassa in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire.

Mandarin Oriental Bar & Bistrot, Milano

Milano รจ una cittร  dalla bellezza spesso celata dietro un velo di sobrietร . Ai suoi palazzi storici si aggiungono molte incantevoli location della Milano di oggi, fatta di un viavai frenetico di turisti, businessmen e una popolazione sempre attiva e vivace.

Ultima importazione - 01

Nella tranquillissima zona di via Monte di Pietร , si trova il lussuoso complesso dell’Hotel Mandarin Oriental, dove lo chef Antonio Guida gestisce il ristorante Seta e il Mandarin Oriental Bistrot. Il ristorante, che si apre su un meraviglioso cortile interno, รจ l’ideale per una cena romantica o tra intimi amici, mentre per un pranzo veloce e meno impegnativo, la piccola corte del bistrot accoglie in un tranquilla parentesi una giornata piรน frenetica.

Il menรน รจ curato dallo chef Antonio Guida mentre la carta dei dolci dallo chef Nicola di Lena.

Ultima importazione - 05

Tartare di gamberi e aragosta.

Ultima importazione - 06

Controfiletto di manzo con carciofi, bieta e topinambur; carne cotta alla perfezione; gusto semplice ed appagante.

Degustazione di formaggi di fattoria con pane alle noci e dolci contrasti; formaggi di ottima qualitร ; delizioso il pane in accompagnamento.

Ultima importazione - 09

Zuppa inglese

Ultima importazione - 10

Millefoglie con crema al pistacchio di Bronte

Il Datterino di Artusi – Rabaton

Tra le ricette tipiche della cucina piemontese, una delle meno diffuse, ma sicuramente piรน caratteristiche รจ quella dei rabaton, dei grossi “gnocchi” cilindrici a base di biete o spinaci e ricotta, caratterizzati da una doppia cottura con una croccante gratinatura al forno. I rabaton sono tipici della zona di Alessandria e il nome deriva probabilmente da “rabatร r”, in dialetto piemontese “arrotolare”.

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La tradizione vuole che si utilizzino erbette di campo o biete, ma anche spinaci ed erbe aromatiche come maggiorana, timo e salvia. Quest’ultima in particolare non deve mai mancare perchรฉ parte, insieme a burro e parmigiano, della gratinatura.

I rabaton possono essere preparati in anticipo, ma la doppia cottura deve essere eseguita appena prima di servirli; dopo averli formati e arrotolati in un velo di farina bianca, tuffateli nell’acqua o nel brodo vegetale fino a quando verranno a gala. Andranno quindi disposti in una pirofila e gratinati con burro, salvia e una generosa spolverata di parmigiano reggiano.

Sono un ottimo piatto per un pranzo domenicale in famiglia, una deliziosa alternativa ad una pasta ripiena o ai classici gnocchi. Si sposano meravigliosamente ai vini bianchi piemontesi del roero e monferrato (Cortese di Gavi, Roero Arneis).

Una curiositร : da oltre vent’anni questo piatto viene celebrato da una sagra annuale nel paese di Litta Parodi (AL), la prima settimana di settembre e dal 1999 esiste la Confraternita du Rabaton, per la tutela e la promozione del prodotto.

Ingredienti (per 4 persone)

500 g di biete giร  lessate
400 g di ricotta vaccine
150 g di parmigiano reggiano
3 uova
80 g di pane grattugiato
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di maggiorana
un ciuffo di salvia
noce moscata q.b.
sale e pepe nero

50 g di farina

per guarnire

60 g di burro
50 g di parmigiano reggiano
alcune foglie di salvia

Procedimento

Strizzate accuratamente con le mani le biete giร  lessate in acqua salata e fredde. Frullatele grossolanamente.

A parte grattugiate il pane secco con una decina di foglioline di salvia, uno spicchio d’aglio e un ciuffo di maggiorana, ottenendo una grana fine.

Amalgamate insieme le biete e la ricotta e incorporate le uova, il pangrattato, il parmigiano, la noce moscata. Aggiustate di sale e pepe.

Una volta ottenuto un composto omogeneo, create dei grossi gnocchi allungati con le mani e passateli nella farina, facendoli arrotolare. Procedete in questo modo fino ad esaurimento dell’impasto.

Sciogliete il burro in un pentolino e imburrate una pirofila da forno. Riscaldate il forno a 250 ยฐC.

Portate a bollore una casseruola con abbondante acqua salata e un cucchiaio d’olio. Con l’aiuto di una schiumarola, tuffate gli gnocchi (4-5 alla volta) nell’acqua bollente e lasciateli cuocere fino a quando verranno a galla. Estraeteli quindi uno dopo l’altro e riponeteli in un unico strato nella pirofila da forno.

Spargete sui rabaton il burro fuso rimanente e il parmigiano reggiano. Distribuite qualche fogliolina di salvia e riponete in forno caldo a gratinare per 15 minuti. Servite caldi.

Bu:r, Milano

Il ristorante Bu:r cattura la nuova essenza dello chef Eugenio Boer. Un susseguirsi di suggestioni che richiamano e tramandano, come delle piccole storie. Storie di vita e di un peregrinare incessante (Palermo, Berlino, Alto Adige), e di origini che affondano tra l’Italia mediterranea della Liguria e della Sicilia e l’Olanda paterna.

La creativitร  dello chef si esprime in un racconto breve, un “c’era una volta” che termina in un fulmen in clausola abbastanza repentino il cui leitmotiv รจ l’introdursi sobrio e semplice, senza orpelli e senza retorica.

Si passa attraverso suggestioni semplici e complesse, come Il mare (iodato), Taverna Santo Palato (cucina futurista), Il Viaggio (contaminazioni), la Cuisine du Marchรฉ (Quotidianitร ) e altre, che attraverso uno o piรน piatti, creano un menรน riflesso del pensiero e della storia del suo ideatore.

Interessanti i piatti, in particolare il risotto alla cenere e salmerino anche in un estro creativo che rimane ancora perรฒ figlio della contingenza, del placet del cliente milanese e quindi, forse, un po’ di un gusto inflazionato.

Il locale, in ottima posizione centrale a Milano, somma elementi di funzionalitร  quasi scandinava ad uno spettro cromatico blu e oro piรน complesso. Il servizio รจ stato preciso e attento, con qualche riserva sulla presentazione dei piatti.

Nella consapevolezza delle enormi potenzialitร  dello chef e della sua nuova “casa”, vi consigliamo una visita; ci aspettiamo un’evoluzione non solo creativa ma anche strutturata, un livello di complessitร  che travalichi le origini e si proponga quale sintesi nuova, originale ma solida.


La sua vita era stata confusa e disordinata; ma se poteva ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto da capo, sarebbe riuscito a scoprire qual era la cosa che cercava.

F. S. Fitzgerald


Orto. Composizione di frutta, fiori e verdure marinate, crude e cotte, spuma di caprino e crumble di funghi porcini.

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Tartare di tonno, pomodoro e acqua di pomodoro.

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Taco con farina di ceci, gamberi rosa di San Remo, pesto alla genovese e bisque di gamberi.

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Anguria fritta, verdure e burrata.

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Capasanta, fragoline di bosco e fiori di zucca.

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Macaron con frattaglie di piccione e burro di cacao.

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Petto di pollo confit, finto zabaione con la polvere di pomodoro con la coscia cotta a bassa temperatura impanata e fritta.

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Risotto alla cenere e salmerino.

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Cappelletti di gambero rosso di Mazara nel loro consommรฉ, limone e menta.

 

Granita agli agrumi emulsionata a mano, capperi, caffรจ e arachidi.

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Omaggio a Fontana e alla maison Troisgros.

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Vini:

  • Champagne Laurent Lequart collection Dรฉcouverte Rรฉserve Brut 2010
  • Distillato “La Vieille Prune”

 

Il conto: 156 โ‚ฌ/ps

La Madernassa, Guarene (CN)

Circondarsi di una natura rigogliosa tra meravigliose colline e alberi da frutto e partire per un viaggio lontano, portando con sรฉ tecniche rigorose impreziosite dai fiori e dalle erbe dei prati di casa e insieme scoprire cosรฌ unโ€™evoluzione che ci รจ presentata in tutto il suo mutamento: un contenitore di storie familiari, fanciullesche scoperte, mature contaminazioni e fini elaborazioni del territorio.

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โ€œNon cesseremo di esplorare, e la fine di tutto il nostro peregrinare sarร  lโ€™arrivare al nostro principio e conoscere quel luogo per la prima voltaโ€.

T. S. Eliot, Quattro Quartetti


Cosรฌ lo chef Michelangelo Mammoliti ci racconta la sua cucina attraverso unโ€™eleganza marchesiana, che sorprende in un contesto bucolico e anti-urbano e che proprio per questo richiama ad un approccio sincero e contemplativo. La sua filosofia รจ il risultato di esperienze con maestri come Ducasse e Allรฉno e una piccola rivoluzione copernicana legata alla conoscenza e collaborazione con Stefano Baiocco.

La Madernassa รจ un piccolo paradiso appena fuori dal centro abitato di Guarene; il nome deriva da quello della pera madernassa, variante di martin sec, tipica coltivazione della zona di Guarene e Vezza d’Alba, nota almeno dalla fine dell’ottocento. Il ristorante รจ parte di una struttura che comprende anche due alberghi, casa Lora e casa Roero e si affaccia con una terrazza panoramica sullo splendido panorama delle colline del Roero.

Diversi percorsi degustazione, dalla tradizione alla rielaborazione piรน vitale; scegliamo il menรน “Metamorfosi”; dieci portate che parlano di innovazione e creativitร .

Iniziamo con una variazione di canapรจ, un biglietto da visita con tratti sobri ma sofisticati ed eleganti.

Fiore di hemerocallis laccato al miele e parmigiano reggiano 48 mesi

Tuille al nero di seppia con mousse di tonno

Foglia croccante di castagno con pastinaca e cacio e pepe

Airbag di farinata

Tubo di pasta croccante al brie con besciamella al guanciale

Patate e scamorza con maionese di sesamo e crema alla carbonara

Tartare di sgombro e spuma al cetriolo bianco. Un’introduzione mediterranea, fresca ed equilibrata.

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Elastic: fine velo di calamaro, gambero rosa del mediterraneo, perle di ponzu gelรฉe, crema di riso al nero, emulsione di mare e vongole. Un gioco pop di consistenze e colori.

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Omaggio a Kandinsky: alici marinate agli agrumi, piment d’Espelette, bagnetto verde, rosso e giallo accompaganto da una spuma di pane fermentato. La nota estiva e piccante di un saporito cocktail di mare.

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Proseguiamo con un ensemble dal forte sentore di mare: Iodio; gambero con rabarbaro confit al macis e ibisco, polpa di riccio di mare, plancton e infuso ai frutti rossi. Il gusto acidulo del rabarbaro che sprigiona tutta la sapiditร  del riccio di mare.

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Infiore: zucchina arrostita, fiore di zucchina con allโ€™interno una tartare di zucchine, crema di latticello e dragoncello accompagnata da un fiore di zucchina con tartare di gambero, gaspacho di frutta e verdura, olio alla rucola; frittelle di fiori di zucchina. Diverse consistenze e cotture della zucchina; un piatto che รจ insieme innovazione e comfort food.

BBQ: spaghetto di Gragnano cotto in estrazione di prosciutto crudo di Cuneo, burro affumicato, crumble di prosciutto crudo e polvere di pane bruciato. Un ricordo di carbonara in uno stile asciutto e sincero.

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Cocco spiaggiato: riso cotto all interno del cocco, clorofilla di coriandolo, percebes. Un vero piatto fusion, che contamina elementi asiatici ad una preparazione dal sapore insieme erboso e marino.

Re dei fiumi: filetto di trota fario, lumachine di mare, caviale di trota e latticello con salsa di bieta, borragine, levistico, anice stellato accompagnato da trota affumicata e un cuscinetto di patata, panna acida e caviale di trota.

Animelle con bacche di sambuco, fragole acerbe e more. Un ingrediente povero declinato in una versione dal sapore mitteleuropeo che associa carni grasse ai sapori del bosco.

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Lโ€™essenziale per essere felici: ricostruzione di pane e nutella, biscuit al cioccolato profumato alla fava di tonca, sciroppo dโ€™acero, croccante agli arachidi con pralinato alle nocciole e spuma di pane fermentato. Un golosissimo dolce da mangiare con le mani!

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Ricostruzione del mango: croccante al mango con un coulant di banana e frutto della passione accompagnato con fiore di hemerocallis farcito di coriandolo, banana e frutto della passione; sorbetto al mango e crema di riso e cocco. Una efficace conclusione di questo menรน che colpisce per la delicatezza dei gusti e la varietร  di ingredienti non scontati.

Cardasplash: caffรจ aromatizzato al cardamomo (il fumo allโ€™olio di argan rappresenta il narghilรจ) accompagnato da un raviolo idrosolubile con allโ€™interno un pralinato alle nocciole.

Concludiamo con le attenzioni di una selezione da the parigino. Vere sfiziositร  di pasticceria.

Dello chef Mammoliti abbiamo assaggiato probabilmente l’anima piรน creativa e viaggiatrice che associa alla freschezza dell’orto di casa tecniche pop e idee fusion, all’interno di schemi gastronomici quasi aristocratici.

Vini: VSQ Bianco Erpacrife.

Il conto: 140 โ‚ฌ / ps

Il Datterino con la Valigia – USA – Rainbow cake

Una semplice glassa bianca che racchiude un arcobaleno di colori: รจ la rainbow cake. Nata nel 2009 ad opera di una food blogger americana, Kaitlin Flannery che voleva rendere omaggio ad un’amica per un party prima del suo trasferimento in un’altra cittร . Da allora la semplice e vivace policromia di questo dolce รจ diventata virale ed ogni pasticciere che si rispetti ha elaborato la sua versione di questa torta arcobaleno. E se i colori rimangono i classici sei della rainbow flag, indaco, blu, verde, giallo, arancio e rosso, l’associazione di aromi e profumi รจ lasciata alla piรน libera creativitร .

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Kaitlin nella prima versione della sua torta scelse come esempio la rainbow flag del movimento LGBT, con i colori suddetti. Esistono perรฒ anche altre versioni della bandiera arcobaleno (come quella della pace, con i colori speculari e l’aggiunta del violetto), ma รจ evidente che la diffusione di questo dolce si deve anche alla sua integrazione quale parte dei simboli del movimento LGBT. La rainbow flag nasce a San Francisco nel 1978, creata da Gilbert Baker inizialmente con otto colori (rosa e violetto) poi ridotti a sei; da allora la sua diffusione รจ andata di pari passo con l’affermazione dei diritti civili della comunitร  omosessuale ed รจ oggi un simbolo di varietร , differenza, tolleranza, accettazione e affermazione sociale.


“Dare alle persone i loro diritti non richiede compromessi; rispettare l’individuo non richiede soldi. Non serve alcun patto politico per dare agli uomini la libertร  e non c’รจ bisogno di alcun sondaggio per rimuovere l’oppressione.”

Harvey Milk


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Per fare un’ottima rainbow cake, partiamo da un impasto sponge all’inglese, con il burro montato con lo zucchero e l’aggiunta progressiva di uova e farina; รจ possibile tuttavia preparare un pan di Spagna all’italiana, con tuorli e zucchero e albumi montati a neve. Gli aromi degli impasti e delle bagne, dovrebbero essere delicati e armonizzarsi in modo discreto. Potete, a vostro gusto, utilizzare succo di mirtillo, prugna, ribes nero (violetto), curaรงao (blu), pistacchio (verde), curcuma, zafferano, limoncello (giallo), succo d’arancia, carota (arancione) e succo di melograno, alkermes (rosso). Viste le dimensioni della torta, che si compone di sei strati, รจ importante che la sponge sia ben inumidita al fine di ottenere un risultato morbido e gradevole al gusto. Considerate che la caratteristica principale del dolce, i suoi colori, รจ interamente legata alla qualitร  e quantitร  di coloranti che utilizzerente, quindi, per quanto possiate piรน o meno amare le colorazioni artificiali, non lesinate nell’uso dei colori e tenete presente che il colore della sponge al taglio dopo la cottura sarร  molto simile a quello dell’impasto crudo, mentre il colore della superficie delle torte non rispecchierร  il risultato finale a causa della caramellizzazione degli zuccheri in cottura. Vi consigliamo l’uso di coloranti in gel di origine vegetale; sono piรน costosi ma hanno una resa migliore.

Ingredienti (per 8-10 persone)
per la sponge (la dose รจ per due sponge, dovrete ripetere
il procedimento 3 volte e quindi moltiplicare gli ingredienti per 3)

125 g di burro a temperatura ambiente
230 g di farina OO
120 g di zucchero 
3 uova
un pizzico di sale
una bustina di aroma vaniglia
8 g di lievito chimico per dolci

-sponge viola
 colorante per alimenti viola o rosso/blu
 4 cucchiai di succo di mirtillo non zuccherato
-sponge blu
 colorante per alimenti blu
-sponge verde
 colorante per alimenti verde o giallo/blu
-sponge gialla
 colorante per alimenti giallo
 mezzo cucchiaino di curcuma
 3 cucchiai di limoncello
-sponge arancione
 colorante per alimenti arancione o giallo/rosso
 4 cucchiai di centrifugato di carota (o succo ACE)
-sponge rossa
 colorante per alimenti rosso
 3 cucchiai di alkermes

per le bagne
200 g zucchero
200 mL di acqua

-bagna viola
 30 mL di succo di mirtilli
-bagna blu
 20 mL di blu curaรงao (o 20 mL di limoncello)
-bagna verde
 20 mL di limoncello
-bagna gialla
 50 mL di concentrato di carota (o succo ACE)
-bagna arancione
 50 mL di succo di melograno
-bagna rossa
 20 mL di alkermes

per il frosting
900 g di cream cheese (formaggio spalmabile)
375 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di estratto di vaniglia

per decorare
granella di fragole disidratate
(o granella di pistacchio, nocciole, codette colorate etc.)

Procedimento

Preriscaldate il forno a 170ยฐC ventilato.

Iniziate a preparare le prime due sponge. In una planetaria montate il burro ammorbidito e lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete quindi le uova intere, una ad una, e la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e la vanillina. Impastante velocemente con il gancio a foglia o con uno sbattitore elettrico. Dividete quindi il composto in due metร  (otterrete due impasti di circa 320g l’uno). Colorate la prima con il viola e il mirtillo, la seconda con il blu. Trasferite in due forme circolari di alluminio di 20cm di diametro, precedentemente imburrate e infarinate o unte con olio spray. Cuocete sullo stesso ripiano in forno ventilato a 170ยฐC per 15 minuti.

Preparate altre due sponge con la stessa procedura. Colorate la prima con il verde, la seconda con il giallo e la curcuma. Cuocete in forno per 15 minuti non appena avrete sfornato le prime due.

Concludete la preparazione delle ultime due sponge. Colorate la prima con l’arancione e il centrifugato di carota, la seconda con il rosso e l’alkermes. Cuocete in forno per 15 minuti.

Lasciate raffreddare tutte le torte a temperatura ambiente per almeno 4 ore, quindi sformatele.

Intanto preparate il frosting mescolando velocemente con le fruste il cream cheese con lo zucchero a velo e l’estratto di vaniglia. Fate raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore.

Passate alla preparazione delle bagne. In un pentolino portate a ebollizione l’acqua con lo zucchero. Lasciate raffreddare. Dividete lo sciroppo in sei parti (ognuna da circa 65g) e aggiungete ad ognuna quando previsto per lo specifico colore; otterrete cosรฌ le sei bagne colorate.

Quando tutte le preparazioni saranno fredde, procedete alla composizione della torta. Su un piatto da portata o un’alzata per torte, con l’aiuto di una sac ร  poche mettete una piccola quantitร  di crema al centro del piatto. Adagiatevi quindi sopra la sponge viola, capovolta, e bagnatela generosamente con la sua bagna; ricopritela di un sottile strato di frosting e continuate con le sponge blu, verde, gialla, arancione e rossa, avendo cura di riporle tutte capovolte e di bagnare per bene. Con l’aiuto di una spatola da pasticciere, ricoprite quindi tutta la torta con il frosting e guarnite con granella di fragole disidratate o quello che piรน preferite.

La Dispensa del Datterino – Pasta sfoglia

Che sia per un vol-au-vent, una palmier o una golosa millefeuille glassata alla crema, la pasta sfoglia, con la sua delicata e ariosa friabilitร , porta un tocco di haute cuisine sulle tavole delle feste e la sua estrema versatilitร  la rende adatta a pasticceria dolce e salata, antipasti, finger food e dessert.

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La storia della pasta sfoglia ha radici antiche; in molte culture gastronomiche esistono impasti che vengono composti in sfoglie sottili alternati a strati di olio, burro o strutto, con l’effetto di creare un involucro resistente ma friabile e delicato al gusto. La ricetta codificata di questo impasto si deve perรฒ al pasticciere e cuoco francese Marie-Antoine Carรชme, che all’inizio dell’800 divenne molto famoso a Parigi per i suoi croquembouche e la sua pasticceria creativa (quello che oggi si direbbe cake design); la sua fama crebbe e, dopo il congresso di Vienna, fu chiamato a lavorare nelle cucine dei reali inglesi e dello zar di Russia. Il suo influsso sulle abitudini gastronomiche dell’intera aristrocrazia europea fu immenso per tutta l’etร  Vittoriana e fino alla fine della Belle ร‰poque.

Carรชme mise a punto la ricetta di una pasta soffice ma resistente in cottura, che grazie alla sfogliatura dell’impasto ha la caratteristica di intrappolare il vapore che si viene a creare in cottura uno strato dopo l’altro, creando il classico aspetto a millefogli. Gli ingredienti sono pochi e la procedura alquanto semplice; รจ fondamentale perรฒ rispettare alcuni passaggi e dedicarle il tempo necessario. Avrete cosรฌ un risultato fragrante e delizioso, in alcun modo paragonabile ai prodotti che potete trovare nel banco frigo del supermercato.

La pasta sfoglia si prepara a partire da due impasti, il pastello e il panetto. Il pastello รจ quello che darร  consistenza alla sfoglia ed รจ a base di farina e acqua: andrร  a comporre i fogli della pasta a cottura ultimata. Il panetto รจ ottenuto impastando una massa grassa con una piccola quantitร  di farina: il grasso sarร  l’isolante che intrappolerร  il vapore nei vari strati, dando volume e morbidezza alla sfoglia.

Per un risultato ottimale, la farina utilizzata nel pastello dovrร  avere un alto potere agglutinante (usate una farina forte, W350 o manitoba) e il grasso utilizzato non potrร  che essere burro fresco e di ottima qualitร . Potete creare un impasto neutro (per brioche di sfoglia, millefoglie o tartellette dolci) o aggiungere al pastello 20g di sale ogni 500g di farina per una sfoglia salata. Secondo le indicazioni di Carรชme, la pasta andrร  tirata (o “girata”) sei volte e raffreddata per un’ora tra una girata e l’altra. Dopo la sesta girata, lasciate riposare in frigorifero per 4 ore. Sarร  quindi pronta per l’uso e potrร  essere conservata in frigorifero per 3-4 giorni e nel congelatore fino a 4 settimane.

Ingredienti (per circa 1200g di impasto)
per il pastello
600g di farina di grano tenero (W350 o manitoba)
300mL di acqua molto fredda
(25g di sale)

per il panetto
500g di burro 
150g di farina di grano tenero (W170)

Procedete in questo modo. Preparate il pastello impastando insieme tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un panetto liscio e morbido (potete utilizzare il gancio impastatore di una planetaria). Impastate a lungo, perchรฉ la formazione della maglia glutinica richiede tempo. Quando l’impasto sarร  omogeneo e tratterrร  l’impronta del dito, sarร  pronto. Avvolgetelo in una pellicola e riponetelo in frigorifero per 30 minuti.

Per il panetto, impastate velocemente il burro a temperatura ambiente e la farina. Per praticitร  potete utilizzare il gancio a foglia di una planetaria. Trasferite il panetto su un foglio di carta da forno e, con l’aiuto di un secondo foglio, dategli la forma di un panetto rettangolare di circa 20x10cm. Richiudetelo nella carta forno e riponetelo in frigorifero per 30 minuti.

Stendete ora il pastello con il matterello su un tavolo da lavoro infarinato in un rettangolo di circa 40x25cm. Riponetevi al centro il panetto. Chiudete quindi i lati liberi del pastello sul panetto, fino a chiuderlo completamente. Capovolgete quindi l’impasto e tiratelo con il matterello fino a riformare un rettangolo di circa 40x25cm.

Ora ripiegate l’impasto in tre parti e imprimete un segno con il polpastrello (che identificherร  la prima “girata”, cosรฌ da non perdere il conto). Avvolgete nella pellicola e riponete in frigorifero per un’ora.

La pasta andrร  quindi stesa allo stesso modo fino a completare 6 girate; si chiamano cosรฌ in quanto ogni volta dovrete ruotare il panetto di 90ยฐ in senso antiorario e stenderlo sempre allungando i lati chiusi verso i lati aperti (come in figura). Inoltre, ad ogni girata, l’impasto andrร  chiuso alternativamente in 3 e 4 parti.

Siamo ora alla seconda girata. Trascorsa un’ora, riprendete l’impasto e riponetelo sulla tavola infarinata. Stendetelo in un rettangolo; segnatene la metร  del lato lungo e ripiegate una prima volta i due lati corti sulla metร  e la seconda volta le due metร  sulla metร : otterrete cosรฌ la piega a 4. Segnate con due impronte del polpastrello e ruotate il panetto (avrete quindi sempre il lato lungo a destra e sinistra e il lato corto in alto e in basso). Avvolgete nella pellicola e riponete in frigorifero per un’ora.

Eseguite quindi la terza girata con piega a 3, la quarta con piega a 4, la quinta con piega a 3 e la sesta di nuovo con piega a quattro. Riavvolgete nella pellicola e riponete in frigorifero per almeno 4 ore prima di utilizzare per le vostre preparazioni.

E’ fondamentale tenere presente che durante la cottura la pasta sfoglierร  gonfiandosi verso l’alto e i fogli devono rimanere orizzontali e non perdere continuitร . Per questo motivo, la pasta andrร  sempre stesa mantenendo in alto la superficie superiore e in basso quella inferiore. Se capovolgete la pasta e la tirate di lato, avrete una sfogliatura in orizzontale che, tranne per qualche preparazione specifica, creerร  irregolaritร  e di forma e volume o non consentirร  la sfogliatura: immaginate una pizzetta che anzichรฉ gonfiarsi si allarghi a dismisura durante la cottura…

Ne consegue che, se avanzerete dei ritagli di sfoglia, questi non andranno mai reimpastati, ma tutt’al piรน sovrapposti a strati e stesi nuovamente.

Nel caso non utilizziate subito la pasta e vogliate conservarla in congelatore, puรฒ essere utile prelevarne un piccolo pezzetto e metterla in forno caldo per 10-15 minuti, per controllare che il risultato della sfogliatura sia ottimale ed evitare brutte sorpreseย  quando userete la sfoglia per un pranzo importante. Scongelate sempre la pasta sfoglia dolcemente (ideale riporla in frigorifero la sera prima dell’uso) e mai al microonde.

Il Datterino di Artusi – Zuppa inglese

Come utilizzare tutto l’alkermes della dispensa del Datterino? Non potevamo non proporvi un meraviglioso dessert al cucchiaio della tradizione italiana. La zuppa inglese, la cui origine รจ contesa tra l’Emilia, la Romagna e la Toscana, deriva probilmente da una rielaborazione del trifle inglese, un dolce a base di pasta dolce lievitata bagnata con sherry o rum, panna e frutta candita. La ricetta รจ stata poi rielaborata con l’aggiunta del pan di spagna e la sostituzione del rum con l’alkermes, liquore di produzione fiorentina molto in voga in epoca rinascimentale, che dona il caratteristico colore rosso; la crema pasticciera ha inoltre sostituito la panna e i frutti canditi della ricetta originale.

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Altre teorie vogliono che la zuppa inglese sia stata creata da un pasticciere romano che operava alla corte ducale di Parma, Vincenzo Agnoletti, all’inizio dell’800. La versione definitiva del dolce รจ comunque piuttosto recente, contenendo pan di spagna o savoiardi e crema pasticciera all’italiana. Le influenze che hanno contribuito alla nascita della zuppa inglese sono quindi diverse: il nome deriva probabilmente dall’iniziale uso del rum, liquore inglese, il pan di spagna รจ di origine ligure-francese e i savoiardi piemontesi; l’alkermes un prodotto tipicamente fiorentino. Il risultato รจ quindi un dolce tipicamente italiano, e che merita certamente un posto sul podio dei dolci al cucchiaio della nostra pasticceria nazionale.

Ne esistono oggi molte varianti, alcune che prevedono l’uso di una crema pasticciera al cacao, altre scaglie di cioccolato, altre frutta candita. Vi proponiamo una versione delicata della zuppa inglese, con una spolverata di cacao tra gli strati di crema e i savoiardi, che creano una consistenza piรน soda e che consente una bagnatura generosa.

 

Ingredienti (per 4 persone)

per la crema pasticciera
6 tuorli dโ€™uovo
130 g di zucchero
45 g di amido di mais
700 mL di latte
aroma vaniglia

per la bagna all'alkermes
150 mL di acqua
1 cucchiaio di zucchero
150 mL di alkermes

per comporre il dolce
200 g di savoiardi
cacao amaro in polvere
zucchero a velo in polvere

Procedimento

Preparate la crema pasticciera.

Scegliete due casseruole per la cottura a bagnomaria; riponete l’acqua in quella piรน capiente e portate ad ebollizione. Nella casseruola piรน piccola sbattete i tuorli con lo zucchero e l’aroma vaniglia, fino ad ottenere un composto molto chiaro, soffice e spumoso.

Con un frullatore a immersione, frullate nel bicchiere lโ€™amido di mais con 300mL di latte e incorporate quindi i restanti 400mL di latte.

Unite il latte alle uova, incorporando con la frusta. Cuocete a bagnomaria mantenendo l’acqua in ebollizione. Mescolate con un cucchiaio di legno durante la cottura, in modo che non si formino grumi nella crema; portate a bollore la crema e spegnete il fuoco. Continuate a mescolare fino a quando il composto non sarร  addensato (la crema sarร  pronta quando lasciando cadere il composto dal cucchiaio si potrร  scrivere). Lasciate raffreddare completamente la crema (almeno 3 ore).

Preparate lo sciroppo; in un pentolino, sciogliete lo zucchero nell’acqua e portate ad ebollizione. Lasciate raffreddare. Aggiungete quindi l’alkermes.

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Quando la crema e la bagna saranno fredde, potrete comporre il dolce. Per dosare la crema vi consigliamo di usare una sac ร  poche. Stendete uno strato di crema su un piatto / pirofila. Coprite con uno strato di savoiardi bagnati nello sciroppo (immergeteli completamente per 2 secondi e lasciate colare l’eccesso), quindi un altro strato di crema.

Spolverate generosamente con cacao amaro. Continuate con un altro strato di savoiardi alternato ad uno strato di crema e procedete fino ad esaurimento degli ingredienti. Concludete con uno strato di crema. Riponete in frigorifero fino al momento di servire.

Spolverate con zucchero a velo bianco / rosa e servite.

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Casa Leali, Puegnago sul Garda (BS)

C’รจ un’aura magica e meravigliosamente inattuale che circonda alcuni luoghi. Luoghi che non si propongono come atleti nell’agone dell’alta cucina, fatta di classifiche e simboli di eccellenza, ma vivono delle loro sorprendenti peculiaritร . A Casa Leali si arriva seguendo una incantevole strada panoramica che costeggia la sponda occidentale del Lago di Garda, un percorso che sale tra ulivi e vigneti e l’azzurro dell’orizzonte lacustre.

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Casa Leali

Una dimora antica, felicemente ristrutturata, in cui predominano materiali sinceri, la pietra, il legno, il vetro. Un bel giardino, curato, con alcuni tavoli all’esterno per le giornate primaverili ed estive; all’interno, due piccole sale. I fratelli Leali, Andrea (lo chef) e Marco (il maitre), hanno scelto la casa di famiglia come location per una cucina intraprendente ed elegante, che sorprende per la fresca novitร  dei piatti. Un’impresa giovane che mette insieme numerosi elementi, tutti pienamente riusciti: l’impatto creativo ed estetico dei piatti dello chef, la perfetta cura della sala e il servizio impeccabile, un’ottima cantina, un ambiente intimo ma pieno di luce e colori. Nessuna sbavatura.

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Il talento colpisce un bersaglio che nessun altro puรฒ colpire; il genio colpisce un bersaglio che nessun altro puรฒ vedere.

A. Schopenhauer


E’ una assolata domenica di giugno e arriviamo a Casa Leali giร  inebriati delle meraviglie del lago. L’accoglienza รจ puntuale ma senza eccessivi formalismi.

Il menรน, oltre ad una varia scelta ร  la carte, propone anche due percorsi degustazione. Iniziamo con delle pregevoli entrรฉe: paranza leggera di gamberi bianchi, salicornia e maionese all’aglio, cialde con farina di mandorle, crema di nocciola ed erbette selvatiche e il panino sferico al vapore con crema di tartufi.

La tavola propone inoltre un ottimo patรฉ di fegatini di pollo, servito in compagnia di un burro montato salato allo scalogno con polvere di fiori di ibisco, ed un gentile olio del garda.

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Toast croccante, scampo crudo, brodo di cedro. Scampo crudo dell’Adriatico battuto al coltello, pane pugliese di Altamura croccante; maionese di scampi, brodo al cedro. Un antipasto sfizioso e raffinato che strizza l’occhio ad una cucina fusion di altri tempi.

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Animelle di vitello tostate, condite alla milanese. Animella sbianchita, bollita e tostata in padella, laccata con crema di risotto alla parmigiana, midollo di ossobuco e zafferano. Piatto delicato e gradevolissimo che richiama le consistenze cremose e morbide di un risotto alla milanese.

Gnocchi con farina di patate e mais spinoso di Esine; caviale affumicato di aringa e crema di peperoni.
Un piatto generoso in cui i sapori piรน estremi del caviale di aringa e del peperone rosso convivono in modo semplice e nobile.

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Bottoni farciti con brasato di cipolla, Franciacorta, sugo di verdure. Per un amante della pasta all’uovo e delle paste ripiene in generale, un effetto di sapori complessi e quasi “carnei” per un risultato molto gustoso ma leggero.

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Faraona con il suo ristretto, carote, alloro, the nero. Faraona in due consistenze; petto cotto a bassa temperatura, tostato e accompagnato con fondo ridotto di cottura e the nero; crema di carote dolci, polpetta di coscia e ala disossata.

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Muscolo di vitello tostato, ristretto di verdure e caffรจ, cialde croccanti di patate e spinaci fritti. Garretto posteriore bollito e ripassato, brodo ristretto; infusione al caffรจ; cialde croccanti di patate e spinaci fritti. Ottimi ingredienti ed ottime consistenze; cotture precise e un’identitร  che rompe le consuetudini.

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Predessert, sorbetto olio, limone e menta; i frutti del Garda, non lontano da un giovane alberello di ulivo.

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Cacio e pepe di mele, limone e crema alla vaniglia. Pennette di mele, gel di mela cotta, scorzette di limone, crema di cioccolato bianco, mascarpone e semi di quinoa. Un trompe l’oeil e un gioco di camouflage, dal risultato fresco e piacevole.

Biscotto Dacquoise alle mandorle, crema al cioccolato bianco, albicocca e ganache infusa al limone.
Un ottimo dessert al cucchiaio, dal sapore aristocratico che ci ricorda da dove siamo partiti.

Casa Leali รจ un luogo dove il tempo si ferma e l’esperienza gastronomica รจ esaltata dal gusto di una tradizione innovata da tecniche e preparazioni pregevoli e da uno stile che si presenta in modo positivo come autodidatta, originale e di grande talento. Un luogo del gusto che vi consigliamo vivamente e dove ogni gourmand dovrebbe fare una sosta.

– Vini: Vitovska Zidarich

– Il conto: 100 โ‚ฌ / ps

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Tokuyoshi, Milano


Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature piรน effimere che esistano. Nate chissร  dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo.

H. Murakami, 1Q84


Una cucina che ha la grazia di una farfalla e che propone piatti dalla sofisticata semplicitร ; una cucina italiana pervasa dall’elegante sobrietร  giapponese. Yoji Tokuyoshi, noto per essere stato il sous chef di Massimo Bottura fino al 2013, ha da qualche anno la sua sede a Milano, dove ha aperto il ristorante che porta il suo nome. Un ambiente color smeraldo, pochi coperti ed uno chef’s table che ricorda un sushi bar con un’ideale continuitร  di sala e cucina.

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I piatti sono espressione di una cucina italiana dinamica, che si rinnova con i modi e lo stile del Giappone; l’effetto sorpresa dovuto anche alle scomposizioni e destrutturazioni dei sapori a cui siamo abituati ricorda la sorpresa della visione dell’altro. Meno richiamo della memoria e piรน contemplazione, l’effetto 1Q84 รจ sottile e penetrante ed in questo lontano dall’esperienzaย francescana.

Due menรน degustazione (la rotazione stagionale dei piatti fondanti la sua cucina e il menu Omakase con le nuove proposte dello chef) ed una piccola carta. Scegliamo “Italia incontra Giappone” una degustazione dei piatti piรน famosi.

Iniziamo con delle deliziose amuse bouche, una sfoglia di pastinaca con carpaccio di trota salmonata, un piccolo sandwich di pane al vapore con burro e alici. Segue una fantasiosa rivisitazione della pizza capricciosa.

Buono il pane con lievito madre, accompagnato da burro nocciola.

I piatti sono accompagnati da una parte liquida scomposta, servita a parte e che dร  completezza e vigore all’ingrediente principale, come nel caso dell’insalata di calamari con brodo di calamari.

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Lo sgombro gyotaku, in crosta di carbone vegetale con capesante e gamberi, accompagnato da un delicato latte di pinoli riprende l’antica tecnica figurativa del gyotaku, risalente all’800, quando i pescatori registravano le caratteristiche del pescato con dei disegni monocromatici e dalle linee semplici del pesce e delle sue dimensioni. La morbida consistenza del pesce e la sua sapiditร  evolvono in un croccante contrasto e nella freschezza dolce del latte di pinoli.

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Insalata spumosa #tokuyoshi รจ un equilibrato mix di verdure e frutta incorniciate dal gusto deciso della spuma d’aceto, accompagnata da un brodo di olive e pomodori verdi che donano un vivace tocco mediterraneo.

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Proseguiamo con gli spaghetti omaggio a Noto con vongole, capperi e granella di pistacchio la cui cottura viene terminata nel latte di mandorla, completato con una spruzzata di grappa di frappato, serviti insieme ad un brodo di capperi.

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Guancia brasata al barbaresco con porri fritti e purea di patate, accompagnata con un brodo di patate; ottima la carne, la sua cottura delicata e lenta, il suo morbido sciogliersi in bocca ed un equilibrio ottimo di sapori.

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Triglia robatayaki con la sua bisque, carote e brodo di pesce; la triglia รจ cotta con la tecnica giapponese della griglia robatayaki; un buon gioco di dolcezza e sapiditร .

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Ci prepariamo alla conclusione di questo delizioso percorso culinario, con un fresco pre-dessert, sorbetto ai fiori di sambuco.

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Concludiamo con il dolce Monte Rosa, racchiuso tra pareti di meringa di barbabierola e caffรจ, spuma di patate arrosto e lemongrass e gelato alla mela cotogna con una base di biscotti ai funghi e pan di spagna.

Il nostro percorso รจ stato accompagnato con un buon sake dal profumo fresco e fruttato e concluso con caffรจ verde e sfiziosi petit fours.

  • Vini: Sake Daiginjo Konishi Hiyashibori Gold
  • Prezzo: 160 โ‚ฌ / ps

DG