Il Datterino con la Valigia – Torta al miele

Questa sera milioni di ebrei nel mondo festeggeranno Rosh Hashanah, secondo il calendario ebraico, capodanno dell’anno 5779. Come di consuetudine, la festa inizierà al tramonto e durerà due giorni. Rosh Hashanah (in ebraico “capo dell’anno”) celebra il giorno della creazione dell’uomo e simboleggia il proposito di rinnovamento per il nuovo anno.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

E’ un momento di festa, che prepara alla riflessione e al cambiamento e come ogni occasione importante, scandita da momenti conviviali che legano la cucina alla storia e alle tradizioni.

Sulla tavola sono presenti molti alimenti simbolici; il miele in cui vengono intinti dei pezzetti di mela, augurio di dolcezza per il nuovo anno; il melograno, segno di prosperità e abbondanza; la challah, che per l’occasione viene impastata in forme circolari o a spirale a ricordare il continuo scorrere del tempo. Tipica è la torta al miele, che vi proponiamo in questa versione arricchita e ammorbidita dalle mele. E’ un dolce parve ovvero neutro, senza latticini, che secondo le regole della kasherut può essere consumato al termine di un pasto in cui compaiono piatti di carne (per saperne di più sulla kasherut, potete dare uno sguardo al post sulla challah).

Ingredienti (per 8-10 persone)

375 g di farina
100 g di zucchero di canna (Demerara o Muscovado)
50 g di zucchero a velo
250 g di miele d’acacia o d’arancio
150 g di olio extravergine d’oliva
4 mele di medie dimensioni (o 3 grandi)
4 uova medie

16 g di lievito chimico per dolci
1 g di vanillina
un pizzico di sale
il succo di un limone

per la miscela di spezie
20 g di zucchero a velo
¼ di noce moscata
1 cucchiaio di cannella
3 chiodi di garofano

per guarnire
zucchero a velo

Procedimento

Riscaldate il forno statico a 160 °C.

Setacciate la farina insieme al lievito e alla vanillina; aggiungete il sale.

In un macinacaffè, macinate finemente 20g di zucchero a velo con i chiodi di garofano, la cannella e la noce moscata.

Lavate le mele e tagliatele a quarti; pelatele e tuffatele in una ciotola con acqua fredda e il succo di un limone.

Iniziate a montare le uova intere con lo zucchero e la polvere di spezie nella planetaria. Controllate le uova una ad una aprendole in una ciotolina prima di unirle al composto; se notate residui, non utilizzatele (il dolce non sarebbe altrimenti kasher).

Aggiungete quindi il miele e continuate a miscelare per qualche minuto; incorporate quindi l’olio a filo, fino ad ottenere un composto fluido ed omogeneo.

Trasferite la farina, a cucchiaiate, nella planetaria, mescolando. Grattugiate grossolanamente le mele con una grattugia e aggiungetele all’impasto.

Versate quindi il composto in uno stampo da forno unto con olio spray (non imburrate lo stampo, se volete che il dolce sia parve) e infornate a 160 °C per 70 minuti.

Lasciate raffreddare, sformate il dolce e servite spolverato di zucchero a velo.

 

Il Datterino con la Valigia – Grecia – Spanakopita

La cucina tradizionale greca è ricca di piatti sinceri e generosi. La spanakopita (“torta di spinaci”) è una delle torte salate più note: a base di spinaci, feta e uova, il tutto racchiuso in un guscio croccante di pasta fillo.

Le origini della spanakopita sono difficili da individuare; che potrebbe aver avuto origine in Grecia oltre 400 anni fa da antiche “torte salate” ottenute con impasti di cereali e un ripieno di formaggio, spezie e miele.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

E’ un piatto semplice da preparare, soprattutto utilizzando pasta fillo già pronta; produrla in casa dello spessore giusto è molto difficile. La sfogliatura ottenuta sovrapponendo i vari strati di pasta, spennellati d’olio di oliva e sovrapposti, è simile all’effetto che si ottiene con la sfogliatura della torta pasqualina, ma più sottile e croccante. Il ripieno è arricchito dal sapore deciso della feta greca e dell’aneto, per un gusto particolare e inconfondibilmente mediterraneo.

La spanakopita è preferibilmente servita tiepida; può essere conservata in frigorifero per un paio di giorni. Meglio allora ripassarla velocemente in forno prima di servirla, per ravvivarne la fragranza e la croccantezza.

Ingredienti

1 kg di spinaci freschi
1 cipolla bionda
400 g di feta
500 g di pasta fillo
2 uova
qualche ciuffo di aneto fresco
olio di oliva (circa 100mL)
sale e pepe qb

Procedimento

Lessate gli spinaci in acqua salata; scolateli e strizzateli con le mani. Tagliateli grossolanamente. Tritate la cipolla e l’aneto fresco.

Fate appassire la cipolla in una casseruola con poco olio d’oliva. Aggiungete quindi gli spinaci e fate asciugare a fuoco vivace per un paio di minuti.

Trasferite il ripieno in una ciotola capiente. Incorporate le uova, la feta tagliata grossolanamente a cubetti e l’aneto; aggiustate di sale e pepe.

Spennellate d’olio una pirofila da forno. Stendete i fogli di pasta fillo. Iniziate con quattro fogli spennellando con olio tra uno e l’altro. Sovrapponete altri 4-5 fogli senza spennellare. Lasciate fuoriuscire una parte della pasta dai bordi della pirofila, in modo da poterla poi richiudere sul ripieno.

Versate quindi tutto il ripieno e distribuitelo in modo omogeneo. Coprite con altri 4-5 fogli di pasta fillo non oliati e altri quattro spennellati d’olio. Chiudete la sfoglia dai bordi della pirofila ed ungete la superficie.

Fate cuocere in forno statico a 180 °C per 45 minuti, fino a quando la superficie avrà un bel colore dorato. Lasciate raffreddare e servite tiepido.

 

Il Datterino con la Valigia – USA – Lemon Poppy Seed Cake

Poco utilizzati nella cucina tradizionale italiana, i semi di papavero sono dei veri concentrati di benessere. Ricchissimi di vitamine del gruppo B, vitamina E, acido folico, calcio, fosforo, zinco e manganese. Hanno anche un buon contenuto calorico (circa 530 Kcal per 100g), fornito prevalentemente da lipidi con alto contenuto di acidi grassi essenziali.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Questa torta ha la caratteristica di essere delicata e fragrante, con un fresco profumo e sapore di limone; il succo di limone e i semi di papavero la rendono soffice e ideale per una merenda estiva o una colazione piena di energia. E’ anche molto semplice da preparare ed è proprio difficile trovare qualcuno a cui non piaccia!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ingredienti (per 8 persone)
300 g di farina 00
50 g di semi di papavero
170 g di yogurt greco
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero grezzo di canna
200 g di burro
3 uova
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di 2 limoni
il succo di 1 limone
1 cucchiaino di aroma limone
16 g di lievito per dolci
per la glassa
250 g di zucchero a velo
il succo di un limone
30 g di burro

Procedimento

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Con uno sbattitore elettrico o una planetaria, montate il burro a pezzetti con lo zucchero bianco e di canna. Aggiungete le uova, una alla volta, continuando a sbattere. Incorporate quindi lo yogurt, succo e scorza di limone, l’aroma limone, la vanillina e i semi di papavero.

Setacciate la farina e il lievito e aggiungeteli al composto poco alla volta. Mescolate fino ad ottenere un impasto fluido e omogeneo.

Trasferitelo quindi in uno stampo da savarin precedentmente imburrato e infornate in forno caldo ventilato; cuocete a 170° per 50 minuti.

Una volta cotta, estraete la torta dallo stampo e rovesciatela su una gratella. Lasciate raffreddare.

Quando la torta è fredda, preparate la glassa. Sbattete insieme il burro, sciolto, lo zucchero a velo e il succo di limone, fino ad ottenere una glassa fluida e lucida.

Fate colare la glassa sulla torta, recuperando l’eccesso e ripetete il procedimento fino a quando la torta sarà completamente glassata. Trasferite nel piatto da portata e fate solidificare la glassa in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire.

Il Datterino con la Valigia – USA – Rainbow cake

Una semplice glassa bianca che racchiude un arcobaleno di colori: è la rainbow cake. Nata nel 2009 ad opera di una food blogger americana, Kaitlin Flannery che voleva rendere omaggio ad un’amica per un party prima del suo trasferimento in un’altra città. Da allora la semplice e vivace policromia di questo dolce è diventata virale ed ogni pasticciere che si rispetti ha elaborato la sua versione di questa torta arcobaleno. E se i colori rimangono i classici sei della rainbow flag, indaco, blu, verde, giallo, arancio e rosso, l’associazione di aromi e profumi è lasciata alla più libera creatività.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Kaitlin nella prima versione della sua torta scelse come esempio la rainbow flag del movimento LGBT, con i colori suddetti. Esistono però anche altre versioni della bandiera arcobaleno (come quella della pace, con i colori speculari e l’aggiunta del violetto), ma è evidente che la diffusione di questo dolce si deve anche alla sua integrazione quale parte dei simboli del movimento LGBT. La rainbow flag nasce a San Francisco nel 1978, creata da Gilbert Baker inizialmente con otto colori (rosa e violetto) poi ridotti a sei; da allora la sua diffusione è andata di pari passo con l’affermazione dei diritti civili della comunità omosessuale ed è oggi un simbolo di varietà, differenza, tolleranza, accettazione e affermazione sociale.


“Dare alle persone i loro diritti non richiede compromessi; rispettare l’individuo non richiede soldi. Non serve alcun patto politico per dare agli uomini la libertà e non c’è bisogno di alcun sondaggio per rimuovere l’oppressione.”

Harvey Milk


OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Per fare un’ottima rainbow cake, partiamo da un impasto sponge all’inglese, con il burro montato con lo zucchero e l’aggiunta progressiva di uova e farina; è possibile tuttavia preparare un pan di Spagna all’italiana, con tuorli e zucchero e albumi montati a neve. Gli aromi degli impasti e delle bagne, dovrebbero essere delicati e armonizzarsi in modo discreto. Potete, a vostro gusto, utilizzare succo di mirtillo, prugna, ribes nero (violetto), curaçao (blu), pistacchio (verde), curcuma, zafferano, limoncello (giallo), succo d’arancia, carota (arancione) e succo di melograno, alkermes (rosso). Viste le dimensioni della torta, che si compone di sei strati, è importante che la sponge sia ben inumidita al fine di ottenere un risultato morbido e gradevole al gusto. Considerate che la caratteristica principale del dolce, i suoi colori, è interamente legata alla qualità e quantità di coloranti che utilizzerente, quindi, per quanto possiate più o meno amare le colorazioni artificiali, non lesinate nell’uso dei colori e tenete presente che il colore della sponge al taglio dopo la cottura sarà molto simile a quello dell’impasto crudo, mentre il colore della superficie delle torte non rispecchierà il risultato finale a causa della caramellizzazione degli zuccheri in cottura. Vi consigliamo l’uso di coloranti in gel di origine vegetale; sono più costosi ma hanno una resa migliore.

Ingredienti (per 8-10 persone)
per la sponge (la dose è per due sponge, dovrete ripetere
il procedimento 3 volte e quindi moltiplicare gli ingredienti per 3)

125 g di burro a temperatura ambiente
230 g di farina OO
120 g di zucchero 
3 uova
un pizzico di sale
una bustina di aroma vaniglia
8 g di lievito chimico per dolci

-sponge viola
 colorante per alimenti viola o rosso/blu
 4 cucchiai di succo di mirtillo non zuccherato
-sponge blu
 colorante per alimenti blu
-sponge verde
 colorante per alimenti verde o giallo/blu
-sponge gialla
 colorante per alimenti giallo
 mezzo cucchiaino di curcuma
 3 cucchiai di limoncello
-sponge arancione
 colorante per alimenti arancione o giallo/rosso
 4 cucchiai di centrifugato di carota (o succo ACE)
-sponge rossa
 colorante per alimenti rosso
 3 cucchiai di alkermes

per le bagne
200 g zucchero
200 mL di acqua

-bagna viola
 30 mL di succo di mirtilli
-bagna blu
 20 mL di blu curaçao (o 20 mL di limoncello)
-bagna verde
 20 mL di limoncello
-bagna gialla
 50 mL di concentrato di carota (o succo ACE)
-bagna arancione
 50 mL di succo di melograno
-bagna rossa
 20 mL di alkermes

per il frosting
900 g di cream cheese (formaggio spalmabile)
375 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di estratto di vaniglia

per decorare
granella di fragole disidratate
(o granella di pistacchio, nocciole, codette colorate etc.)

Procedimento

Preriscaldate il forno a 170°C ventilato.

Iniziate a preparare le prime due sponge. In una planetaria montate il burro ammorbidito e lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete quindi le uova intere, una ad una, e la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e la vanillina. Impastante velocemente con il gancio a foglia o con uno sbattitore elettrico. Dividete quindi il composto in due metà (otterrete due impasti di circa 320g l’uno). Colorate la prima con il viola e il mirtillo, la seconda con il blu. Trasferite in due forme circolari di alluminio di 20cm di diametro, precedentemente imburrate e infarinate o unte con olio spray. Cuocete sullo stesso ripiano in forno ventilato a 170°C per 15 minuti.

Preparate altre due sponge con la stessa procedura. Colorate la prima con il verde, la seconda con il giallo e la curcuma. Cuocete in forno per 15 minuti non appena avrete sfornato le prime due.

Concludete la preparazione delle ultime due sponge. Colorate la prima con l’arancione e il centrifugato di carota, la seconda con il rosso e l’alkermes. Cuocete in forno per 15 minuti.

Lasciate raffreddare tutte le torte a temperatura ambiente per almeno 4 ore, quindi sformatele.

Intanto preparate il frosting mescolando velocemente con le fruste il cream cheese con lo zucchero a velo e l’estratto di vaniglia. Fate raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore.

Passate alla preparazione delle bagne. In un pentolino portate a ebollizione l’acqua con lo zucchero. Lasciate raffreddare. Dividete lo sciroppo in sei parti (ognuna da circa 65g) e aggiungete ad ognuna quando previsto per lo specifico colore; otterrete così le sei bagne colorate.

Quando tutte le preparazioni saranno fredde, procedete alla composizione della torta. Su un piatto da portata o un’alzata per torte, con l’aiuto di una sac à poche mettete una piccola quantità di crema al centro del piatto. Adagiatevi quindi sopra la sponge viola, capovolta, e bagnatela generosamente con la sua bagna; ricopritela di un sottile strato di frosting e continuate con le sponge blu, verde, gialla, arancione e rossa, avendo cura di riporle tutte capovolte e di bagnare per bene. Con l’aiuto di una spatola da pasticciere, ricoprite quindi tutta la torta con il frosting e guarnite con granella di fragole disidratate o quello che più preferite.

Il Datterino con la Valigia – Hawaii – Poke bowl

Lasciate perdere la solita insalata di riso! Se volete un piatto fresco, estivo, completo e davvero alla moda, ecco la poke bowl (si pronuncia po-ké), la ciotola di riso più ricca che abbiate mai visto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La poke bowl è un piatto della tradizione hawaiana, noto da secoli, che negli ultimi anni si è diffuso rapidamente in tutto il mondo; un piatto sano e leggero a base di pesce crudo, riso e verdure. La sua recente popolarità è sicuramente legata ai suoi ingredienti sani e bilanciati; pur essendo un piatto ricco, è infatti molto digeribile ed il suo equilibrio di gusti e consistenze lo rende versatile e completo.

Prima negli Stati Uniti e poi in Europa, sono sorti numerosi locali che propongono le più svariate versioni di poke bowls, con tonno, salmone, tofu, e i condimenti più vari e disparati come maionese, salse giapponesi e coreane o miso. Da piatto povero della tradizione, è diventato un piatto vivace e alla moda, un gioco di equilibri di gusti esotici che ha stimolato la fantasia degli chef di tutto il mondo.

In hawaiano il termine poke deriva dal verbo “tagliare” e indica i pezzettoni di pesce tagliati al coltello a cubetti; tradizionalmente il pesce per questo piatto era ottenuto dalle parti meno nobili, come testa o coda.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Per fare una poke bowl, iniziate scegliendo la base del piatto, tradizionalmente uno strato di riso da sushi, ma in alternativa sono diffuse anche versioni con soba noodles o verdure in foglia. Aggiungete quindi la parte proteica del piatto, che consiste in cubi di 1-2cm di polpa di pesce (tonno, salmone, crostacei) o tofu. Se la parte proteica è grassa e saporita, meglio scegliere un condimento saporito e sapido (salsa di soia, ponzu), se invece utilizzate carni più delicate, scegliete un condimento più leggero e profumato (mirin e salsa di soia, succo di lime o limone). Aggiungete quindi le verdure, avocado, germogli di soia, cipollotto, semi di sesamo bianchi o neri tostati ed eventualmente alga nori.

Vi proponiamo una versione classica di questo piatto, con riso, salmone e tonno, salsa di soia e semi di sesamo.

Ingredienti (per 4 persone)
300 g di riso per sushi
40mL di aceto di riso

6 cucchiai di maionese
la scorza grattugiata di un limone
3 cucchiaini di paprika 
1 cucchiaino di semi di sesamo tostati

200g di tonno per sushi (già abbattuto)
200g di salmone per sushi (già abbattuto)

4 cucchiai di olio di sesamo
8 cucchiai di salsa di soia
il succo filtrato di due lime (o un limone) più un po'

2 piccoli avocado
20 pomodorini ciliegino
2 fogli di alga nori
4 cipollotti
15 g di semi di sesamo

Procedimento

Iniziate preparando il riso al vapore. Riponete il riso in una casseruola capiente e lavatelo delicatamente con acqua fredda fino ad eliminare tutto l’amido (lavate e rimuovete l’acqua dalla casseruola fino a quando non resterà limpida). Aggiungete acqua fredda fino a coprire il riso con circa 15mm di acqua. Coprite con un coperchio e mettete sul fuoco a fiamma vivace per 8 minuti. Spegnete quindi la fiamma e lasciate coperto ancora per 15 minuti. Aprite quindi la casseruola e trasferite il riso (che dovrà essere cotto e aver assorbito l’acqua) in una ciotola. Aggiungete l’aceto di riso e lasciate a temperatura ambiente.

Passate ora alla preparazione della salsa. Potete utilizzare il shichimi togarashi (un condimento a base di peperoncino, pepe di Sichuan, alghe e buccia di agrumi essiccata) o in alternativa la paprika mescolata alla buccia grattugiata di un limone e un cucchiaino di semi di sesamo. Aggiungete quindi la maionese e mescolate bene.

In una ciotola preparate la marinatura con l’olio di sesamo, la salsa di soia, succo di limone e semi di sesamo tostati. Tagliate il pesce a cubi di circa 1-2 cm di lato e mettetelo a marinare per 10-15 minuti, mescolando il tutto con un cucchiaio 2-3 volte.

Tagliate i cipollotti a fettine oblique (solo 4-5 cm di parte verde); tagliate a metà i pomodorini e a fette ogni metà di avocado; bagnate quest’ultimo con del succo di limone. Ottenete delle striscioline sottili dai due fogli di alga nori.

Ora componete il piatto. Dividete il riso in 4 ciotoline. Aggiungete un mezzo avocato affettato per ogni ciotola, il pesce (tenete da parte la marinatura), i pomodorini e l’alga nori. Guarnite con il cipollotto affettato, una spolverata di semi di sesamo tostati e un cucchiaio abbondante di salsa alla maionese per ogni ciotola. Distribuite due cucchiai di marinatura del pesce su ogni piatto.

Il Datterino con la Valigia – Giappone – Hokkaido cheese tart

Creata alla Kinotoya Bakery di Sapporo, nell’isola giapponese di Hokkaido da Shintaro Naganuma, la tortina al formaggio di Hokkaido (Hokkaido baked cheese tart) è ormai famosissima in tutta l’Asia, dove si è diffusa velocemente negli ultimi anni.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Hokkaido è un’isola settentrionale del Giappone dove si producono ottimi prodotti caseari da allevamenti locali e dove tradizionalmente venivano prodotte crostate fresche con formaggio e frutta.

La nostra ricetta prevede l’uso di formaggi nostrani che richiamano la consistenza ed il gusto di quelli originari, da noi non reperibili. Potete gustare il dolce poco dopo averlo sfornato, ma anche freddo come una piccola cheesecake o a temperatura ambiente.

 

Ingredienti (per circa 18-20 tortine)
 
 Per la pasta
 200g di farina W170
 40 g di zucchero a velo
 100 g di burro 
 2 tuorli d'uovo
 2 cucchiai di latte

 Per la crema di formaggio
 300 g di formaggio spalmabile (tipo quark) 
 100 g di mascarpone
 40 g di parmigiano reggiano grattugiato
 60 g di burro 
 200 g di latte 
 60 g di zucchero a velo
 25 g di amido di mais
 2 uova
 2 cucchiai di succo di limone
 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
 un pizzico di sale

 

Procedimento

Preparate la frolla per la base delle tartellette. Impastate velocemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciate riposare l’impasto coperto da una pellicola per circa un’ora in frigorifero.

Intanto preparate la crema al formaggio. Mettete i formaggi, il latte e il burro in una ciotola di vetro e cuocete a bagnomaria fino a quando non otterrete una crema fluida; aggiungete quindi l’amido di mais e lo zucchero a velo che avrete prima stemperato in qualche cucchiaio di crema al formaggio calda.

Proseguite la cottura fino a quando otterrete una crema densa e che “scrive” con il cucchiaio. Aggiungete quindi l’uovo intero, l’estratto di vaniglia, il succo di limone e il sale.
Lasciate raffreddare completamente la crema.

Stendete la frolla con il matterello, ad uno spessore di 5mm. Ricavatene dei dischi di circa 6cm di diametro. Ungete degli stampini da crostatina (potete utilizzare anche degli stampini monouso per muffin e dimezzarne l’altezza con una forbice).

Riponete i dischi di pasta negli stampini. Bucate il fondo con i rebbi di una forchetta.

Cuocete la frolla in forno caldo ventilato a 180 °C per 10 minuti. Estraete dal forno e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

Riempite una sac à poche con la crema al formaggio e riempite le basi di pasta frolla. Cuocete a 210 °C per 8-10 minuti.

Il Datterino con la Valigia – Francia – Ratatouille

La ratatouille è un piatto tipico della cucina provenzale e nizzarda. Il termine deriva probabilmente dall’occitano ratatolha, termine legato al francese touiller (rimestare). La sua origine sembra legata alla cucina militare: la rata era infatti una pietanza militare molto diffusa nel XIX secolo, una zuppa a base di patate, fagioli, con varie altre verdure e parti grasse animali.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA


“Se è vero che siamo quello che mangiamo, io voglio mangiare solo cose buone!” – Remy nel film Ratatouille, 2007


La ricetta della ratatouille non è precisamente codificata; si tratta di uno stufato di verdure che prevede però sempre l’uso di cipolle, peperoni, zucchine, melanzane e aglio, con l’aggiunta di timo, basilico o erbe provenzali. Secondo diverse versioni la cottura delle verdure può essere in uno o due tempi, cioè aggiungendo progressivamente gli ingredienti crudi o cucinandone alcuni a parte per favorirne la consistenza e il sapore a cottura ultimata. In quanto piatto povero, non fu inizialmente molto amato dall’alta cucina francese: Simon-Jude Honnorat, famoso intellettuale e linguista, nel 1848 nel suo dizionario provenzale-francese lo descrisse con aggettivi a dir poco sprezzanti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Un piatto simile, ma meno diffuso fuori dalla Francia è la bohémienne, uno stufato di pomodori e melanzane con aglio e olio d’oliva. I suoi ingredienti tipicamente mediterranei sono comunque presenti in molti piatti di altre culture: il pisto manchego spagnolo, la caponata e la peperonata in Italia, il ghiveci de legume rumeno, il briami greco, l’İmam bayıldı turco.

La fama della ratatouille è certamente legata anche al film di animazione Disney che ne porta il nome; il piatto preparato dall’insolito chef della pellicola è stato creato ad hoc dal californiano Thomas Keller, di cui potete trovare la ricetta qui ed è una versione molto elaborata e scenografica della famosa ricetta. Il risultato sulle papille gustative del ferocissimo critico gastronomico Anton Ego, lo potete rivedere qui sotto.

 

 

La ratatouille è ottima sia come antipasto che come contorno, calda o fredda e c’è chi sostiene che lasciarla riposare per un giorno dopo la cottura ne migliori il gusto.

Vediamo come prepararla!

Ingredienti (per circa 4 persone)

350 g di melanzane lunghe
350 g di zucchine
mezzo peprone rosso 
mezzo peperone giallo 
mezzo peperone verde
4 piccole cipolle dorate 
4 pomodori ramati maturi
4 spicchi d’aglio rosso
30 g di doppio concentrato di pomodoro
timo fresco
alcune foglie di basilico
olio d’oliva
sale
pepe nero macinato fresco

 

Procedimento

Iniziate con la preparazione di tutte le verdure.

Per i pomodori, togliete il picciolo centrale e praticate un taglio a croce sul lato opposto. Immergeteli per un minuto in acqua bollente e trasferiteli poi in acqua molto fredda 2-3 minuti; toglieteli dall’acqua e pelateli. Divideteli in quattro quarti ed eliminate i semi e l’acqua. Tagliateli a pezzetti di 2-3cm.

Tagliate le zucchine a rondelle spesse circa 1cm.

Dividete le melanzane in quarti e affettatele a pezzettoni. Spolveratele con due prese di sale fino e tenetele da parte.

Mondate i peperoni, tagliateli prima a listarelle e poi a pezzettoni.

Tagliate le cipolle a fettine sottili e tritate l’aglio al coltello.

Passate ora alla cottura.

Fate appassire la cipolla e l’aglio in una casseruola con 6-7 cucchiai di olio di oliva, a fuoco dolce, per 5 minuti. Aggiungete i peperoni e un rametto di timo fresco.

Contemporaneamente all’aggiunta dei peperoni, in un’altra casseruola con un filo d’olio, iniziate la cottura di zucchine e melanzane a fuoco vivace (per quest’ultime, eliminate l’acqua rilasciata ma non sciacquatele).

Trascorsi 15 minuti trasferite le melanzane e le zucchine nella casseruola insieme ai peperoni. Aggiungete una spolverata generosa di pepe nero e il concentrato di pomodoro, diluito in pochissima acqua. Coprite e lasciate stufare per 15 minuti.

Alzate la fiamma e aggiungete il pomodoro e qualche foglia di basilico spezzettato a mano. Coprite nuovamente le casseruola e completate la cottura a fuoco dolce per altri 20 minuti.

Al termine della cottura le verdure dovranno essere morbide ma non in poltiglia. Servite su un piatto da portata con alcune foglie di basilico fresco e, se lo avete, una spolverata di fleur de sel de Camargue (o sale grosso). Se preferite, aggiustate di sale fino ma solo a fine cottura.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
OLYMPUS DIGITAL CAMERA