Innocenti Evasioni, Milano

E’ sempre difficile trovare il giusto equilibrio tra una proposta interessante in termini di ingredienti e preparazioni, una giusta dose di innovazione creativa e tradizione e un ambiente curato ma sobrio e intimo; ancor di più se pensiamo ad un ottimo rapporto qualità prezzo.

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Innocenti Evasioni, per l’appunto; momenti di piacere legati ad una cucina curata nei minimi dettagli, ma innocenti; un luogo in cui poter tornare.

Il ristorante di Eros Picco e Tommaso Arrigoni, si trova a Milano, in una zona residenziale abbastanza periferica; entrando si ha per l’appunto l’idea di evadere dalla città e ci si ritrova in un ambiente caldo e accogliente, con una bella vista sul giardino interno, che in estate si trasforma in una piccola terza sala del ristorante.

Esistono vari percorsi degustazione e un menu à la carte in cui sono presenti pochi piatti che soddisfano sia chi ricerca ingredienti e preparazioni più tradizionali, sia chi ama un approccio più alternativo.

La carta dei vini è ben studiata e piuttosto ampia, anche con alcune proposte di nicchia.

Abbiamo scelto dal menu à la carte due percorsi, di terra e di mare.

Iniziamo con un’entrée di “insalata russa alla maionese di foie gras e pane croccante”, stuzzicante invito da accompagnare con gli ottimi crostini e grissini offerti.

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I nostri antipasti sono “baccalà mantecato, zucca, castagne in oliocottura e maionese al formaggio di capra” e “puntina di maiale iberico, sedano rapa al rosmarino, finocchi confit e zeste di limone”. La mantecatura del baccalà è molto leggera, poco grassa e si completa con il gusto più rotondo di zucca e castagne e una discreta acidità nel formaggio di capra. Da applauso il maiale, cotto e glassato alla perfezione e con ottimo equilibrio di sapori.

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Come primi piatti scegliamo i “ravioli farciti di scampi in zuppa di fagioli bianchi, zucca e salvia croccante” e gli “gnocchetti di barbabietola e farina di castagne, sugo di anatra al vino rosso e tuorlo grattato”. Buon connubio tra gli scampi e la salvia croccante, forse un vago eccesso di amidi; piatto buono ma un po’ orfano della sua essenza marina. Abbiamo trovato veramente eccellenti gli gnocchetti ed il sugo di anatra, un piatto deciso e generoso che fa l’occhiolino ai menù tradizionali delle feste e riporta ad un pranzo festivo in famiglia.

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Proseguiamo con “trancio di ricciola, cime di rapa, olio al basilico, succo di mozzarella di bufala e pomodoro” e “petto di faraona, ceci in oliocottura al dragoncello e melanzana alla liquirizia”. Un pesce come la ricciola ben si accosta ai discreti ma distinti sapori mediterranei dei pomodorini confit e delle cime di rapa; ottima la sapida croccantezza della sfoglia al nero di seppia; un piatto che offre molti stimoli al gusto e tutti molto piacevoli.

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Buono anche il petto di faraona, ingrediente versatile e da riscoprire, meno provocatorio dell’ormai inflazionato piccione.

Chiudiamo la cena con “cheesecake alle noci, gelato alla mela caramellata e rum” e “semifreddo di banana e chiodi di garofano, namelaka al cioccolato bianco e wasabi”. Anche nei dolci si nota un’anima più tradizionale che ama coccolare il gusto ed un’anima invece più creativa; squisita e delicata la namelaka al wasabi, un interessante abbinamento con la banana.

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Chiudiamo con una selezione di spiriti e petit fours.

Il servizio è stato discreto, con qualche perdonabile imprecisione. Una location in cui tornare sicuramente e che vi consigliamo per una cena speciale.

Vini: Ribolla Gialla “Il Carpino”.

Il conto: 100€/ps

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Gennaro Amitrano, Capri

Capri. Un giorno di sole di piena estate. Il blu profondo del mare. Il girovagare sotto il sole ci porta, ovviamente alla Piazzetta, dove l’isola diventa quasi una macchina del tempo di un mondo che non c’è più.

Non si può dire che manchino i ristoranti. Supponiamo siano tutti cari e un po’ turistici e ci ricordiamo che avevamo letto qualcosa su internet… un giovane chef. Le vie sono tutte una maiolica di indicazioni e tra le tante ritrovo quel nome e, visto che non è lontano e abbiamo fame, ci andiamo.

Il ristorante Gennaro Amitrano è un po’ nascosto nei vicoli; così sembra di tornare alla Capri di oggi, dove la gente vive, lavora e dove si può trovare ancora un fruttivendolo e un panettiere. E’ presto, il ristorante è vuoto; saletta piccola e accogliente. L’ambiente è minimale, molto curato; il contesto del mare è accennato e mai invadente.

Il menù propone ingredienti mediterranei, ma con uno stile innovativo e ricercato.

Ordiniamo subito un primo, “risotto al pompelmo rosa e vongole” e “spaghetti aglio, olio e peperoncino con ricci di mare e cacao”. Chiedere un risotto è sempre una sfida.

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Lo chef ci concede un’entrée con “polpo, cavolfiore, bieta e birra”; buona la concentrazione di sapori, in un piccolo piatto. La presentazione dei piatti è sobria e molto elegante.

 

Gli spaghetti hanno cottura perfetta; il gusto intenso dei ricci è arricchito dalle variazioni di sapore di aglio e cacao che ne equilibrano la sapidità.

Il risotto, Carnaroli di buona qualità, spinge intensamente sulle note acide del pompelmo, mantenendo un’ottima cremosità e mantecatura; il gusto più dolce e morbido delle vongole risulta vivo e non disperso.

Molto soddisfatti, chiediamo allo chef una proposta per i secondi.

Un’ottima scoperta il “rombo porri spinaci e tartufo nero”; indovinata anche la proposta dell’”insalata di baccalà” con delicati finocchi a vapore.

Pre-dessert “spuma di anguria e cannella”, fresco e delicato. Ottimi i dessert con “tartelletta al limone con caffè e pepe” e “ravioli di crème brulée alla vaniglia, fragole e cioccolato fondente”. In particolare il dolce tenue dei ravioli che sfuma nell’acidità fruttata delle fragole chiude il menù con freschezza.

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Vini: Rosato “Grayasusi – Etichetta Rame” Ceraudo 2016

Il conto: 210 € (2 persone)

DR