“The Cook” al Cavo, Genova

Una piccola e deliziosa sala affrescata, nel cuore del centro storico di Genova. Lo chef Ivano Ricchebono, presenta un menù dal leitmotiv fortemente marino, ma con evasioni internazionali più ispirate alla cucina francese; piccoli elementi di un percorso culinario non invadente ma che celebrano anche l’ambizione gourmet della città signora del mare.

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Scegliamo alcuni piatti tra le proposte à la carte; iniziamo con i  gianchetti su tela; piatto fresco e leggero. Il foie gras, riduzione di vermentino, lime e moscato, pain brioche è di forte impatto, con una spiccata nota acida.

La carbonara di seppia è una delicata rivisitazione marina della carbonara, con il legato dell’uovo e del latticino alleggeriti in una soffice consistenza cremosa. Le fettucine di borragine, gambero mazzancolla, stilton, soia e lime sono un piatto forte, in cui dominano le note erbacee della borragine ed erborinate dello stilton con il contrasto fusion della soia.

Con l’insalata di capasanta la sapida vivacità del katsuobushi esalta la consistente delicatezza della capasanta e del suo corallo in un fresco sottofondo di pomodoro. Nel baccalà al latte, crumble croccante e cavolfiore al vapore troviamo un accostamento interessante di consistenze e profumi.

Concludiamo con la meringa, fiordilatte e zabaione caldo e una selezione di formaggi con composte di frutta e miele.

Complessivamente, un menù ricco anche se povero di progressività, più rock che sinfonico, e che si accompagna ad un servizio anch’esso spontaneo e ricercato, ma che forse non ritrova un pieno equilibrio di attenzione ed empatia.

Il conto: 85 € / ps

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Da Gemma Antica Trattoria, Amalfi (SA)

La costiera amalfitana e i suoi borghi a picco sul mare, con l’eredità storica della fondazione romana, delle tumultuose vicissitudini dell’epoca delle repubbliche marinare e con la bellezza senza tempo dei suoi paesaggi, si presenta oggi come una meta turistica affascinante, una cartolina pop e vintage che sa vivere di sempre nuovi colori.

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Amalfi è il fulcro storico di questo angolo di paradiso, dominata dallo splendido complesso del duomo. Non lontano si trova l’antica trattoria Da Gemma, che dal 1872 propone la sincerità dei prodotti di mare e di terra della tradizione locale impreziosita da  tecniche contemporanee e ricette di qualità, il tutto in una cornice sobria ed elegante, che definiremmo slow.

Veniamo accolti con calore e professionalità nella sala che si affaccia sul corso principale della città. Al menù degustazione si affiancano piatti storici del locale (come i famosi “mezzi paccheri alla Genovese” o la zuppa di pesce) e proposte più decisamente gourmet create dall’abile mano dello chef Salvatore Milano. Sempre ricca la varietà di pescato del giorno, che è possibile avere al sale, alla griglia o all’acqua pazza.

La nostra degustazione ha inizio con un meraviglioso antipasto crudo di pesce, sublime. Proseguiamo con un fritto misto “in bianco e nero” con zucchine croccanti e maionese al latte di soia; ottima frittura ed equilibrata con la delicata maionese di accompagnamento. Ottimo anche il filetto di merluzzo cotto a bassa temperatura, con spinaci e marinata di pomodori, che consigliamo.

Concludiamo con ” ‘o Limon’ “ una selezione di dolci accomunati dalle note profumate e fresche dei meravigliosi limoni costa d’Amalfi.

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Vini: Greco di Tufo Contrada Marotta

Conto: 75 / ps

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Osteria della Corte – La Spezia

Nel cuore del golfo dei poeti crocevia di artisti e scrittori rimasti incantati da quei luoghi, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, si trova la Spezia. Una città con una ritrovata vocazione turistica alla ricerca di un riscatto urbano che sembra realizzarsi.

Tra i protagonisti del racconto di un invidiabile patrimonio gastronomico c’è l’Osteria della Corte. Il ristorante sorge in pieno centro città e prende il nome dalla deliziosa corte interna. L’ambiente dai toni rustici catapulta l’ospite in uno spazio tranquillo e familiare, creando una via di fuga dal contesto urbano.

La cucina a vista è sempre quel quid in più che avvicina l’ospite alla fase creativa dello chef. Servizio attento e cordiale.

Una carte che spazia da piatti tradizionali a piatti più elaborati con una ferma attenzione alla qualità delle materie prime.

Cotture eseguite alla perfezione e ottimo equilibrio dei sapori.

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Linguine con i muscoli

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Calamari con bietole e salsa alla bagna cauda

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Tenero di polpo

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Semifreddo al pistacchio di bronte con salsa alla lavanda

Una piacevole esperienza che sicuramente merita di essere ripetuta.

Il conto: 60 € / ps

Azienda Agricola il Boscasso – Loc. Boscasso – Ruino (PV)

Il mosaico di sapori e tradizioni che caratterizza il nosto paese è frutto della dedizione e soprattutto del coraggio di persone che investono in piccole produzioni locali.  Nel cuore dell’Oltrepò Pavese si trova l’azienda agricola il Boscasso, una piccola oasi in cui vengono prodotti prelibati prodotti caseari, frutto di un piccolo allevamento di capre. Amore per la natura e rispetto degli animali sono gli ingredienti vincenti di questa azienda a conduzione familiare che nelle domeniche da aprile a novembre offre anche la possibilità di degustare questi fantastici prodotti presso il ristorante dell’agriturismo.

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Accolti in un intimo ambiente familiare, ecco una selezione di piatti in cui il formaggio è protagonista in diverse affinature e stagionature.

Il nostro menu prevedeva: “sformato di patate, cipolla e formaggi di capra alla maggiorana con peperoni verdi e uvetta”; “ravioli al grano arso con ripieno di ricotta e formaggio stagionato di capra con vellutata di zucca”; “tagliere degustazione di sette caprini stagionati con marmellate”; “crostata di cacao e mandorle con crema di nocciole e cioccolato e pere al bonarda”. Ottimi i formaggi degustati, tra cui il Quadro a crosta fiorita, il Caprino in foglia lavata, il Crosta lavata, il Tronchetto al carbone vegetale, la Toma di capra stagionata.

Dopo pranzo è possibile visitare l’azienda agricola, in particolare la stalla dove si trovano le protagoniste di questa magnifica attività. Le caprette sono una vera esplosione di allegria, si percepisce immediatamente il rispetto che viene dato loro e l’enorme lavoro che c’è dietro tutta la produzione.

Non vi resta che fare visita a questa oasi del gusto.

 

 

 

La Palta – Borgonovo Val Tidone (PC)

Ci sono luoghi dove l’autunno penetra con il suo spirito pungente e rende vivi i prodotti della terra; luoghi permeati dal fuoco della sapienza contadina che riscalda e trasforma.

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La Palta è un ristorante, una famiglia e un territorio. La Palta è una cucina fine ed elaborata che non ha timore, ma anzi mostra orgoglio nel proporre ottimi ingredienti locali in un menù pregevolmente elaborato ma non destrutturato. I salumi piacentini, i vini locali, i formaggi si prestano in modo genuino ad essere i protagonisti di una tavola che i veri buongustai sapranno apprezzare.

Isa Mazzocchi, chef pluripremiata che ha qui il suo piccolo regno, si avvale dell’esperta collaborazione familiare, in primis la sorella Monica, regina della sala, che sa accogliere e seguire gli ospiti con dolcezza e professionalità. L’ambiente è sobrio ma curato con eleganza.

Due i percorsi degustazione: “Sei nella mia terra” e “Sei nelle mie mani”; territorio e tecnica. Ecco cosa abbiamo assaggiato.

Entrée: “zuppa di pomodoro, acqua di cetrioli, maionese al basilico e rosa di brisée alle olive” e “farfalle di sfoglia al caprino e crema di ceci e zenzero”.

“Zuppa di pomodori arrostiti con panzanella di pane e uovo in camicia”; gioco di consistenze e note dolci e acidule.

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“La Pancetta Piacentina “Grossetti” con crostata di cipolle”; il comfort food per eccellenza. Un salume profumato e delicato che si fonde dolcemente al palato.

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“Gnocchi di melanzane con anguilla affumicata e origano grasso”; un gusto rotondo concertato con le note aromatiche di un giardino mediterraneo.

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“Ravioli di riso tra Oriente e Occidente” (farina di riso venere, ripieno di cipolle rosse e erbe aromatiche, guazzetto di latte al cocco, zenzero e peperoncino). La consistenza leggera del raviolo viene esalatata dal gusto pungente dello zenzero e del peperoncino che trovano un bilanciamento nel guazzetto di latte al cocco. Un piatto sublime, una vera e propria esplosione di sapori.

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“Lingua in agrodolce di susine e zenzero con pomodori verdi e zucchine trombetta”.

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“Suinetto con tarassaco e funghi pioppini di stagione”.

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“Assortimento formaggi di capra dell’azienda agricola Il Boscasso“; ottimi prodotti, per una coccola a fine pasto.

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“Crema di sbrisolona con fichi e gelato di zabaione”; una dolce conclusione che sa tanto di casa e tradizione e che ci porta nel pieno di un vibrante calore autunnale.

Vini: – Lis Neris, Confini 2007, Friuli

Il conto: 100 € / ps

OR – Cucina d’Arte, Grintorto di Agazzano (PC)

Nella campagna piacentina, in un antico casale del ‘600, nasce OR Cucina d’Arte, un ristorante che promuove una cucina giovane ed eclettica in un ambiente bucolico ed elegante. Una suite di tre sale affrescate che sono il palcoscenico di due giovani chef, Mauro Brina e Davide Modesti, che da alcuni mesi hanno le redini della cucina di questa fucina gastronomica che sta vivendo una seconda giovinezza, dopo un periodo di pausa e restyling.

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Pochi piatti, frutto di estro e buone tecniche, espressione di un entusiasmo in divenire, che porta in scena le immagini di un caleidoscopio mozartiano, dove i colori sono ingredienti e le illusioni sapori ed è la pacata atmosfera agreste a fare da proscenio.


Non sei né giovane né vecchio, ma come in sonno, dopo pranzo, sogni di entrambe queste età.

W. Shakespeare, Measure for Measure


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La possibilità di scegliere fra tre menù degustazione e una piccola carta, ben elaborata, da cui si intuisce una notevole forza creativa e una ricerca fine ed elaborata. L’idea finale di riproporre un dessert-esperienza al tavolo, palese omaggio a Grant Achatz, è comunque originale nel panorama gastronomico nostrano, e ben riuscita sotto il profilo estetito e degli abbinamenti del gusto.

Amuse bouche. Pregevole la tuile al salmone con semi di papavero.

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“Seduzione viola”: polpo cotto a bassa temperatura in estratto di cavolo cappuccio gel al limone, gocce di cavolo cappuccio al cumino e clorofilla al prezzemolo.

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“Parliamone”: losanghe di lingua di vitello cotta a bassa temperatura nel the nero affumicato, riduzione di sherry e cipollotto alla cenere.

“Vongole”: tagliolino di grano arso alle vongole e la loro crema, panure croccante e clorofilla di prezzemolo.

“Fortuna”: orecchiette di pasta fresca, su crema di pecorino, cime croccanti di broccoletto, acciuga del cantabrico e pomodorini confit.

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“Total black”: black cod al fumo di quercia e Jack Daniel’s.

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“Primavera a Grintorto”: carrè d’agnello in panure di erbe aromatiche, riduzione ai frutti rossi e misticanza di fiori e frutti.

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Sorbetto al Mojito.

“Esperienza”: dolce condiviso creato sul tavolo. Sfera di cioccolato, crumble e cremoso al cioccolato bianco, coulis al passion fruit e frutti rossi, terra di cioccolato. Se Chicago è troppo lontana, un dessert in stile Alinea, che non passa inosservato.

 

Vini:

– Pavese XVIII – Blanco de Morges et de la Salle – Valle d’Aosta DOP Priè blanc – Cantina Ermes Pavese, Valle d’Aosta

Il conto: 120 €/ps

Eat Out Osteria Gourmet, Assisi (PG)

Assisi è il luogo ideale dove fermarsi a riflettere. Nella sua storia si rivela quasi un nucleo dell’intera storia del nostro paese; l’età romana, la dominazione imperiale, il periodo comunale, lo stato pontificio e l’unità d’Italia. Ma in tutto questo evolversi di epoche e dominazioni, vi è uno spirito unificante e vivificante che rende questa antica città un luogo unico al mondo. Uno spirito di quiete e riconciliazione che è lo spirito francescano.

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Nella sede dell’antico monastero di Santa Caterina, si trova il Nun Relais, un lussuoso hotel frutto del recupero sapiente di ambienti ricchi di una storia che si è stratificata nei secoli. L’Eat Out Osteria Gourmet è il ristorante dell’albergo, in posizione privilegiata e con una magnifica ed impagabile vista panoramica su Assisi e sulla Valle Umbra.

Una terrazza affacciata sui tetti e i fiabeschi colori del tramonto e una cucina giovane ed entusiastica. Si accede al ristorante dall’ingresso principale dell’hotel, attreverso una scala che si eleva su un piccolo orto terrazzato. Un’intima sala che si apre sulla terrazza e pochi tavoli all’esterno; il vetro e la pietra che danno continuità alla vista. La mise en place sobria e curata accresce la magia e l’intimità del luogo, impreziosita da un servizio discreto e attento.

La proposta del menù spazia da prodotti del territorio a piatti più fantasiosi e creativi, ma non prevede percorsi degustazione strutturati che avrebbero modo di personalizzare maggiormente l’impronta dello chef.

Uovo in camicia, fonduta di pecorino e tartufo nero.

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Millefoglie di zucchine, caprino e zafferano.

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Coniglio fritto, yogurt, limone e rape.

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Seppie rostite, ceci e rosmarino.

Selezione di formaggi e composta di frutta.

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Gelato al pistacchio con crumble salato alla curcuma.

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Il locale ha tutti i presupposti per diventare uno dei punti di riferimento gastronomici della zona e vi consigliamo una visita, non da ultimo per l’incantevole vista che si apre allo sguardo.

 

Vini: Berlucchi Cellarius 2012 Brut, Franciacorta DOCG

Il conto: 60 € / ps