Il Datterino con la Valigia – Regno Unito – Pork Pie

La pork pie fa parte di quelle preparazioni, dette appunto “pie”, tipicamente britanniche, che prevedono di racchiudere una farcia, dolce o salata, in un involucro di pasta. Originariamente questa abitudine si era diffusa allo scopo di conservare per più tempo materie nobili e deperibili, come la carne o il pesce e di ottenere quindi un prodotto dall’elevato valore nutrizionale che potesse essere consumato in tempi lunghi.

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Nel tempo si sono poi evolute tradizioni locali diverse che, in base all’abbondanza di questo o quell’ingrediente, hanno prodotto ricette con ripieni e sapori diversi.

La storia della pork pie si fa risalire all’inizio dell’epoca di allevamento dei maiali nel Leicestershire, in particolare nella cittadina di Melton Mowbray verso la metà del XVIII secolo. Il particolare sviluppo di questo allevamento fu dovuto all’abbondanza di siero di latte prodotto dai caseifici locali; le fattorie locali iniziarono a smaltire questo scarto ricco di proteine attraverso l’alimentazione dei suini, la cui macellazione avveniva in inverno.

Inizialmente venivano prodotte pie con involucri molto spessi e non commestibili ed era uso consumarle fredde nei campi durante le giornate di lavoro. La fortuna di questo piatto crebbe quando cominciò a diffondersene l’uso durante le battute di caccia dei nobili locali, che però mal tolleravano un aspetto e un involucro così umili. Cominciarono così ad essere prodotte pie con la crosta edibile prodotta sempre con grasso suino, la hot water crust pastry, che ancora oggi si usa.

La pork pie è oggi diffusa in tutto il Regno Unito; ve ne sono versioni con carni più fini o più grezze, e persino con topping di frutta, come è d’uso durante le feste Natalizie. La ricetta di Melton Mowbray è protetta oggi da un rigido disciplinare che prevede solo l’uso di carne locale di fresca macellazione e una macinazione molto grossolana.

Vi proponiamo quella che è la versione inglese più diffusa, con una texture più fine e che prevede l’uso di carni già lavorate. La preparazione richiede tempi abbastanza lunghi, ma è piuttosto semplice e il risultato per il palato è veramente pregevole. Se non la conoscete, potete prepararne una per una domenica d’inverno in famiglia o per arricchire la vostra tavola Natalizia. Non ve ne pentirete.

Ingredienti (per una pie di 20-24cm, per 8-10 persone)

per il ripieno

400 g di prosciutto di coscia di suino
650 g di carne trita scelta di suino
250 g di pancetta affumicata
10 g di salvia fresca tritata
5 g di timo fresco tritato
1 cucchiaio di noce moscata
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe nero macinato

per l’impasto (hot water crust pastry)

575 g di farina
200 g di strutto
220 ml di acqua

per guarnire

1 uovo

 

Procedimento

Preparare la farcia. Tritare grossolanamente a coltello il prosciutto e la pancetta o, se preferite una texture più fine, usate un tritatutto. In una ciotola capiente mescolare il prosciutto, la pancetta, la carne trita e tutte le spezie. Se volete testare la quantità di sale potete cuocere un cucchiaino di farcia in una padella calda e assaggiare.

Preriscaldare il forno a 180°C (elettrico, statico).

Mettere tutta la farina in una ciotola. In un pentolino sciogliere a fuoco molto dolce lo strutto nell’acqua fino a quando inizia a bollire. Togliere dal fuoco e versare il composto sulla farina, rimestando con un cucchiaio di legno o in una planetaria a velocità minima.

Attendere che il composto raggiunga una temperatura tale da poterlo lavorare a mano; infarinare un piano di lavoro e concludere l’impasto aggiungendo una piccola quantità di farina se necessario.

Prelevare un quarto dell’impasto, avvolgerlo nella pellicola e tenere da parte per il rivestimento. Stendere l’impasto rimanente fino ad ottenere un cerchio di circa 5mm di spessore, riporre sulla base di una teglia da forno antiaderente a bordi alti di 20-24 cm di diametro. Rivestire prima il fondo, poi le pareti della teglia con l’impasto, facendolo debordare di qualche centimetro. Riempire con la farcia.

Stendere l’impasto restante in un disco del diametro della teglia; porre in cima al ripieno e sigillare i bordi lungo tutta la circonferenza, pizzicando tra il pollice e l’indice di una mano e l’indice dell’altra. Eliminare l’eccesso di pasta rifilando i bordi con un coltello. Con il manico di un cucchiaio di legno, creare uno sfiato circolare al centro della pie, in modo da permettere al vapore di uscire durante la cottura.

Cuocere in forno statico, prima per 30 minuti a 180°C, ridurre poi la temperatura a 150°C e completare la cottura per altri 90 minuti. A circa 30 minuti dalla fine della cottura, spennellare tutta la superficie con uovo intero sbattuto, che darà colore e fragranza. Lasciare raffreddare la pie in forno con lo sportello semiaperto.

La pork pie viene usualmente servita a temperatura ambiente e può essere accompagnata da cetriolini o cipolline sottaceto, una composta di frutti rossi, salsa piccalilly, salsa alla senape, dijonnaise, o anche un’ottima mostarda di frutta o una semplice insalata verde.

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Se la volete conservare più a lungo potete utilizzare del brodo gelificato versandolo nello sfiato centrale della torta. Procedete così: ammollate 5-6 fogli di gelatina (colla di pesce) in acqua fredda per 10 minuti, scaldate 250mL di brodo di carne fin quasi a bollore, rimuovete dal fuoco e scioglietevi la gelatina strizzata, mescolando. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Utilizzate quindi un piccolo imbuto per versare il brodo nella pie attraverso il buco in cima. Versate poco per volta lasciando depositare per alcuni secondi prima di ogni aggiunta. Riponete in frigo per almeno una notte prima di servire.

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Il Datterino con la Valigia – Svezia – Lussekatter (Lussebullar)

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“Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia!” La tradizione popolare vuole che la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, sia associata al solstizio d’inverno e rappresenti il momento dell’anno in cui è massima l’oscurità della notte. Rappresenta però anche il giorno da cui riprende il ritmo delle stagioni che porterà alla primavera di un nuovo anno, e il riaffacciarsi della luce sul mondo è celebrato con canti, processioni, e antiche leggende.

In Svezia il culto di Santa Lucia come portatrice di luce è molto antico e si è via via arricchito di usanze e costumi molto caratteristici, come quello di cantare una popolare melodia napoletata scritta nel 1849 da Teodoro Cottrau e diventata famosissima in Svezia a partire dagli anni ’20 del Novecento.

Vi è poi la tradizione di inscenare processioni in costume di giovani ragazze agghindate con tunica bianca e cintura rossa che portano candele in onore della Santa, rappresentata da una primogenita cui viene concesso l’onore di una corona di sette luci.

I lussekatter (gattini di Santa Lucia) o lussebullar (panini di Santa Lucia) si sono diffusi nei paesi scandinavi a partire dal XVII secolo, ed erano i dolci che la primogenita “Lucia” di ogni famiglia aristocratica offriva ai familiari nel giorno della festa. Si tratta di panini dolci di pasta lievitata arricchiti con il profumo e il colore dello zafferano. L’uso dello zafferano era associato al suo colore vivace, che richiama la luce e l’oro, ed anche al costo della spezia, segno di opulenza. Il dolce si fa così simbolo della luce e amuleto di prosperità per l’anno a venire.

Il motivo per cui questi buonissimi panini dolci allo zafferano si chiamano anche “gattini” di Santa Lucia, risale probabilmente a una leggenda tedesca del 1500 che vedeva in un gattino la metamorfosi di Lucifero. In modo più poetico, il tipico luccichio degli occhi dei gatti può anch’esso essere visto come una metafora della luce nella notte, così come la stessa festa di Santa Lucia.

Sono ottimi accompagnati con il tipico vin brulé (che in Svezia si chiama glögg) o anche con un caffe lungo, in un pomeriggio d’inverno.

Per l’impasto potete utilizzare una planetaria o farlo anche a mano.

Ingredienti (per circa 20 pezzi)

per l'impasto

50 g di lievito di birra
0,75 g di zafferano
100 g di burro
250 ml di latte
125 g di formaggio cremoso spalmabile (tipo quark);
1 uovo
½ cucchiaino di sale
200 g di zucchero semolato
600 g farina “00”

per guarnire

50 g di uvetta sultanina
1 uovo
granella di zucchero a piacere

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Procedimento

Mescolate lo zafferano e lo zucchero fino ad ottenere una polvere rosa.

In una casseruola dai bordi alti scaldate il burro e il latte (tenendone da parte 10 ml), fino a sciogliere completamente il burro. Spegnete il fuoco e attendete che il composto arrivi a 37°C.

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Sbriciolate in una ciotola o nel contenitore della planetaria il lievito di birra. Aggiungete al lievito due cucchiai di zucchero e zafferano e i 10 ml di latte che avrete tenuto da parte a temperatura ambiente; mescolate con un cucchiaio fino a sciogliere completamente il lievito. Attivate la planetaria e aggiungete tutti gli altri ingredienti rimasti. Potete impastare anche a mano o con lo strumento impastatore di uno sbattitore elettrico.

Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo che si staccherà dalle pareti della ciotola; saranno necessari circa 5-6 minuti con la planetaria.

Coprite l’impasto con un canovaccio umido e lasciate lievitare a temperatura ambiente, fino a quando non raddoppierà di volume (circa 45 minuti).

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Riponete l’impasto su un piano di lavoro infarinato e lavoratelo velocemente, se necessario aggiungendo un po’ di farina, fino a quando diventerà liscio e lucido.

Dividete l’impasto in quattro parti uguali, ed ognuna di queste in cinque parti, ottenendo venti panetti di dimensioni simili.

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Componete con ogni panetto un lussekatt, arrotolando ed allungando un cilindro di pasta di circa 25cm di lunghezza (come per preparare degli gnocchi). Arrotolate le estremità sui due lati opposti fino a raggiungere la metà formando così una S.

Decorate con due acini di uva passa al centro delle due spirali e riponeteli su una placca da forno rivestita di carta da forno. Spennellate con l’uovo i lussekatter e lasciate lievitare per circa 30 minuti.

Potete aggiungere dello zucchero a granella, se volete.

Infornate a 225°C (forno caldo) per circa 8 minuti; al termine della cottura saranno fragranti e dorati.

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